martedì 22 ottobre 2013

MONTE VISOLO, 20-10-13



Alla faccia del meteo incerto con Davide si parte alla volta della conca della Presolana, meta il Visolo.
Ecco di seguito alcune fotografie della gita:







Il tempo inizia a peggiorare sull'ultimo tratto :



... inizia a piovere, acceleriamo e in breve siamo in vetta.


Finale con ristoro ai Cassinelli.
Ciao a tutti.








lunedì 21 ottobre 2013

CASTEL BERTINO mt. 1950 (MONTE GUGLIELMO) DA ZONE.

Ancora tempo uggioso che non ci impedisce di andare a fare un bel giro. Partiti da Zone (mt. 680) prendiamo una mulattiera che in breve ci porta al cospetto di una paretina dove sono rimaste impresse le orme fossili di un rettile preistorico e, da dove lo stesso rettile ci guarda minaccioso. Proseguiamo superando la croce di Zone. Raggiunte le "13 piante" seguiamo la lunga cresta ormai avvolta dalla nebbia, che ci permette di raggiungere, dopo 3 ore e 15 minuti, il Redentore. In discesa, dopo una breve sosta al rifugio Almici per un caffè, scendiamo fino al bosco degli gnomi, dove le sculture in legno del "ROSSO", sembrano uscite da un mondo misterioso e fatato. Dopo circa 6 ore di cammino, siamo di nuovo alle auto. Gita di carattere Paleontologico, fiabesco ed infine, con una puntata alle piramidi di terra, anche geologico.


 
 Autunno









 
 le piramidi di terra



canalino nord arera

Dopo alcune domeniche piovose e, umide, finalmente qualche giorno bel soleggiato e mite, perciò con Maurizio, sfruttiamo il sabato come ultimo giorno utile, dato che domenica tornerranno le nuvole.Si decide per l'ARERA per la via del canalino nord,per tastare la prima neve caduta,anche se un pò fuori stagione, in condizioni estive è un intinerario classificato EE,con neve  è un alpinistica F+.(Sempre con neve sicura)
Partiti da Valcanale alle 6 ,mentre la luna rischiarava ancora la notte che ormai volgeva al suo termine,partiamo con passo regolare verso il passo Branchino,dove vediamo la luna che passa le consegne
all'amico sole....
                     
creando una magnifica alba,dopo una piccola pausa al passo
Branchino ,si riparte per il passo di Corna piana,costeggiando
le verticali pareti nord della Corna piana,

arrivati al passo calziamo i ramponi ,e sostituiamo i bastoncini
con la piccozza ,dato che la neve comincia ad essere più comp-
-atta ,e la pendenza comincia ad imporsi,
saliamo la bella cresta innevata mai troppo esposta
e con una pendenza max 25 °,fino a svallicare sul
lato nord-est che ci porta ad un traverso di una
trentina di metri
sempre con molta attenzione e su neve
crostosa arriviamo al canalino....

ha una pendenza max di 30°-35°,e senza percorrerlo
fino alla sua fine , a meta si esce alla sua sinistra
dove si  trova un piolo in ferro e gli alloggiamenti
delle catene che sono state tolte...
 
da qui aggirando una piccola cengia si risale
un ultimo pendio fino al suo culmine,andando
verso sinistra,si scavalca un piccolo spigoletto,
da dove in pochi metri si è in vetta.

vista verso nord

arrivo in vetta alle 10, e da qui ritorniamo alla macchina scendendo la cresta est ,fino ad arrivare al passo di val Mora,
percorrendo un tratto di sentiero attrezzato con fune metallica,il quale ci  porta alla base delle imponenti pareti dell'Arera
e per sentiero scendiamo al parcheggio. Assaggio di una finta prima invernale,dato che la temperatura era ancora                                                                                   abbastanza mite,e la neve è presente solo sui lati più in ombra. Uscita molto bella sia per la lunghezza del tragitto e sia per l'ambiente  che sa offrire l'Arera  .                                                                                                                                                                         

lunedì 14 ottobre 2013

VODALA DA AVE DI ARDESIO

Vista la bella giornata, decidiamo di fare un giro in valle Seriana. Partenza da Piazzolo, piccola frazione di Ardesio a quota 780, passiamo per AVE, frazione ormai disabitata, e saliamo al rifugio Vodala, dove arrivano gli impianti degli Spiazzi a mt. 1580. Scendiamo poi a Candave, altra piccola contrada, e torniamo alle auto.

La contrada di Ave mt. 1100, ieri..
 
 -- e con il sole, qualche tempo fa
 
 Il monte Timogno con la prima neve
 
 Baita Vodala
 
 Candave, mt. 1250, con il gregge che si gode l'ultima erbetta montana

domenica 13 ottobre 2013

La nostra prima Rosa

Ovviamente in ritardo racconto di un bellissimo weekend passato sul massiccio del monte Rosa.
Fine Settembre, l'estate è da poco finita, almeno sulla carta, e a breve anche il caldo lascerà spazio al primo freddo, alle pioggie...e alla neve in quota. Con questi presupposti, decidiamo che è tempo di un 4000, probabilmente nell'ultima occasione dell'anno.

Puntiamo dritti sul Rosa, destinazione Castore (4228mt), appartenente al sottogruppo del Breithorn. 
L'ascesa non è di alta difficoltà (F), ma è comunque il nostro secondo 4000, ed il primo da soli.

Abbiamo 2 giorni e optiamo per bivaccare presso il rifugio Quintino Sella (3585mt), che da informazioni raccolte ci viene confermato aperto (lo stabile invernale).
Quindi sabato mattina zaini (e noi) belli carichi e via verso l'A4.
Giunti nella valle del Lys, inizia lo spettacolo, con una vista che ci permette di individuare già la nostra meta finale:


Arrivati a Stafal (1825mt), zaino in spalla, foto ricordo e via: ci attendono 1800mt al rifugio..
Fino al colle Bettaforca (2727mt) siamo immersi nella natura, ma anche agli impianti sciistici ancora fermi, ma poi il paesaggio e il percorso cambiano in maniera decisa, consentendoci di scrutare vette prima nascoste, ghiacciai e in generale un paesaggio favoloso, senza scordarci delle condizioni meteo che ci sono amiche..





La parte finale prima del rifugio è una bella cresta attrezzata in cui si presenta la prima neve sotto i piedi..





Ed infine, il rifugio con vista vette: Castore sulla sinistra, Lyskamm occidentale sulla destra:
Io e Cesco ci saremmo aspettati un bivacco poco più grande, ed invece abbiamo un vero e proprio rifugio..tutto per noi..certo non ci sono i servizi, ma cucina e dormitorio sono perfetti...
Qui Cesco da la sua approvazione al dormitorio e al quantitativo di coperte di lana a disposizione:
...mentre io mi godo il sole, al riparo del forte vento che spinge dall'altopiano che anticipa il ghiacciaio..





ovviamente un sole cosi non se lo perde nemmeno Cesco
La vista è favolosa, e ci permette anche di intravedere la vetta del Cervino. 


Finalmente pranzo, e nel silenzio del vento, ci raggiungono prima un alpinista in solitaria e poi una guida con un cliente. 
Per la compagnia (e per la stufa) sono perfetti: un matematico in pensione con una grandissima passione per la montagna, un avvocato veneto dalla lingua facile (è pur sempre un avvocato), e una guida piuttosto simpatica e alla mano...la serata scorre veloce, e su consiglio della guida rivalutiamo l'orario della partenza (e gliene siamo grati).

La notte è abbastanza fredda, e le coperte un po' umide non ci permettono di dormire al meglio...comunque sveglia colazione attrezzatura e via!
Partiamo col buio, ma l'alba è prossima, e ci regala delle viste mozzafiato..
La prima parte del percorso sul ghiacciaio del Felik è piuttosto facile, e lo facciamo a ritmo sostenuto e costante..
Inizia poi una bella parete che ci conduce sulla cresta del colle del Felik...
Dall'altopiano del colle si intravede la bellissima via che porterebbe al Lyskamm occidentale quindi...breve pausa e qualche foto ricordo




Il vento gelido non ci scompone, siamo carichi e cominciamo così la lunga cresta finale...








Cesco ha colto questa foto ...con sfondo su Monte Bianco






e finalmente, foto ricordo dalla vetta! Tanto vento, ma anche tanta soddisfazione!
si scorge all'orizzonte un mare di nuvole: nuvole e montagne, il top


Lungo la discesa incrociamo la guida col cliente che stanno completando la salita, mentre il mal di pancia ha bloccato il matematico...breve pausa al rifugio e via verso Stafal, la fatica non è ancora finita...
Scendiamo senza fretta, forti della veloce ascesa che ci ha consentito di guadagnare tempo...
un ultimo saluto all'imponente catena, una sana e meritata birra a Gressoney e via di luogo lungo l'A4..

Dopotutto la nostra prima Rosa non è andata cosi male (per non dire in bianco)..